La storia dell'Unità d'Italia è stata costellata di tanti piccoli e grandi stati per secoli, divisi tra regni, principati, ducati, granducati, ognuno governato da un diverso regnante.
Dopo la caduta dell'Impero Romano, nell'anno 476, e fino a ben oltre la metà del 1800, l'Italia non è più stata unita, ma divisa in tanti Stati piccoli o piccolissimi: il regno Lombardo-Veneto, il Regno di Sardegna, lo Stato della Chiesa, il Regno delle Due Sicilie e poi i ducati di Modena, di Massa e Carrara, di Lucca e di Parma, il Granducato di Toscana...e tanti altri. La dominazione austriaca non aveva interesse a far sviluppare i territori occupati in Italia, inoltre la Penisola era molto arretrata rispetto ai grandi Paesi europei.
In quegli anni di tensione, alcuni patrioti illuminati, sentirono la necessità di unire tutta la Nazione, con il periodo denominato Risorgimento. In quest'epoca, iniziarono i primi moti di ribellione portati avanti da patrioti organizzati in società segrete, la più famosa di queste organizzazioni fu la Carboneria.
Il nostro Paese conquistò l'indipendenza dopo una serie di moti rivoluzionari, contro gli occupanti stranieri. Per conquistare l'unità d’Italia si combatterono tre Guerre d'indipendenza: nel 1848; nel 1859 e nel 1860, che accadde un atto fondamentale per l'unità d'Italia: la spedizione dei Mille. Giuseppe Garibaldi, il 5 maggio salpò a Quarto, presso Genova, e raggiunse Marsala, in Sicilia, con circa mille uomini al seguito. Da lì, combattendo contro l'esercito borbonico e aiutato dalla popolazione, i Mille conquistarono tutta la Sicilia finché, da Messina, risalirono verso Nord fino a Napoli.
Nelle stesse settimane re Vittorio Emanuele II mosse l'esercito per conquistare le Marche e l'Umbria, regioni controllate dallo Stato Pontificio e, evitando il Lazio, scese con i soldati fino in Campania dove, il 26 ottobre 1860, Vittorio Emanuele II e Giuseppe Garibaldi si incontrarono a Teano, nei pressi di Caserta: l'Italia era praticamente unita.
Il 17 marzo 1861 venne dichiarato il Regno d'Italia, con capitale Torino.
Ma Il nostro Paese non era ancora del tutto unito e liberato: alla nazione mancavano il Veneto e il Lazio. Con la terza Guerra d'indipendenza, nonostante le sconfitte militari a Custoza e nella battaglia navale di Lissa, venne liberato il Veneto. Quattro anni dopo, nel 1870, i bersaglieri giunsero a Roma e, con la Breccia di Porta, entrarono in città e misero fine al potere di governo del Papa.
Nel 1871 Roma divenne la capitale del Regno d'Italia, finalmente unito ed esteso su tutta la Penisola.
150º anniversario
In occasione del 150º anniversario, ricorrente il 17 marzo 2011, sono stati celebrati in tutta Italia i festeggiamenti per ricordare l'Unità d'Italia ed è stata proclamata la festa nazionale con scuole, uffici e attività lavorative sospese.
Ma attualmente qual è la situazione dell’Italia rispetto agli altri paesi?
Numero di siti UNESCO patrimonio dell’umanità: siamo primi al mondo, soprattutto nell’ambito culturale. Tra i siti registrati ci sono interi centri storici, da Firenze a Ferrara, dal centro di Urbino alla Piazza Grande di Modena, e molti luoghi e monumenti simbolo, come Venezia e la sua laguna, la Villa Adriana di Tivoli, le necropoli etrusche di Cerveteri e Tarquinia ma anche scorci panoramici unici al mondo come la costiera amalfitana, i sassi di Matera e le intere isole Eolie.
Indice di benessere della vita: qui il riferimento non è globale ma si limita ai paesi OCSE, che sono 35, tra i paesi più sviluppati e a maggior tasso di ricchezza al mondo, qui arriviamo 25esimi, la misura prende in considerazione diversi parametri di benessere e qualità della vita, il reddito, l’occupazione, l’abitazione, e indicatori di sviluppo sociale, come l’istruzione e le relazioni sociali.
Come Aspettativa di vita: siamo sesti al mondo, con un’attesa di vita alla nascita pari a 82,7 anni. Davanti a noi solo Giappone (83,7 anni), Svizzera (83,4), Singapore (83,1), Spagna e Australia con 82,8.
Come Numero di turisti, l’Italia è la quinta meta preferita al mondo con oltre 50,7 milioni di turisti arrivati, dopo la Francia, prima con 84,5, gli Stati Uniti, la Spagna e la Cina. Posizione in graduatoria: 22
Negli Investimenti in ricerca e sviluppo: l’Italia spende l’1,33% del proprio PIL in ricerca, con la 22° posizione in classifica, contro percentuali oltre il 4 di Israele e Corea del Sud. In Europa precediamo solo il Portogallo, la Spagna, la Polonia e la Grecia.
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